Pilates, tra ginnastica e riabilitazione

Il Pilates è un tipo di ginnastica, o meglio un metodo, che è entrato ormai nel dizionario comune di tutti.
Anche se in realtà pochi sanno realmente cosa sia.

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Attrezzi semplici per grandi risultati

Il Pilates è ginnastica?

Vero.

Che sia fatto a corpo libero o con attrezzi, il Pilates è un insieme di esercizi globali.
E sfatiamo subito un mito, gli attrezzi non sono necessari.
Il metodo nasce a corpo libero, con l’uso di semplici attrezzi. E se consideriamo che si parla dei primi anni del ‘900, è normale che sia così. Negli anni sono stati sviluppati vari strumenti (i così detti reformer, cadillac e barrel) che aiutano nell’esecuzione di alcuni esercizi, ma , appunto, aiutano.

Perché il vero Pilates, così come pensato dal suo fondatore Joseph Pilates, è una pratica continua, che non si ferma tra i muri dello studio o della palestra.
Fare Pilates vuol dire imparare a muoversi correttamente. Che sia in palestra, o spingendo il carrello della spesa, o stirando, l’importante è il come lo si fa.

I principi del Pilates

Sono sei, e rappresentano il cuore del metodo.

  1. Il respiro. Respirare ci dà energia, ma per respirare si usano muscoli, gli stessi che ci aiutano a mantenere una postura corretta. Imparare a respirare è il primo, e spesso più difficile, passo da compiere.
  2. la concentrazione. Fare Pilates non è come far pesi in palestra, o correre, o giocare a calcio con gli amici. Non basta fare un esercizio, bisogna dare un senso all’esercizio. Per questo è necessario essere sul pezzo, pensare a ciò che si sta facendo.
  3. il centro. Può essere inteso in vari modi, come centro di gravità, come centro di equilibrio, o come “core”, cioè un insieme di muscoli (diaframma, addominali, estensori della colonna e pelvici) che insieme costituiscono la base stabile su cui muovere il corpo
  4. il controllo. Sotto tutti i suoi vari aspetti, da quello più fisico (ciò che sto facendo) a quello più psicologico (ciò che sto facendo quiadesso)
  5. la precisione. Se è importante il cosa faccio, cioè il controllo, è altrettanto importante il come lo faccio. Lo stesso esercizio può avere obiettivi differenti in base al solo come lo eseguo.
  6. la fluidità, nel movimento che si sta eseguendo ma anche nel passare da uno ad uno nuovo.

Il vero obiettivo del Pilates? Portare questi sei punti nei movimento della vita di tutti i giorni.

Il Pilates è riabilitazione?

Il Pilates non nasce come pratica riabilitativa, ma può facilmente diventarlo.
La differenza tra un programma normale ed uno riabilitativo lo fa la scelta degli esercizi.

Negli anni tutti i vari esercizi del metodo sono stati ampiamente studiati anche a livello “medico”, per cui, per chi ne ha le competenze, è ben chiaro come funzionano e cosa permettono di fare.

Scegliere l’esercizio giusto, e sopratutto porre attenzione ad alcuni aspetti della sua esecuzione piuttosto che ad altri, trasforma la ginnastica in riabilitazione.

Non è scontato, ed è necessario:

  • che le sedute siano individuali. Il programma di esercizi di una persona è unico, e se non arreca danni ad una persona sana, può dare dei problemi se proposto ad una persona con dolore, ma diverso da quello per cui è stato pensato.
  • la preparazione dell’istruttore. Non solo per quanto riguarda il metodo, ma sulla clinica. Per questo è necessario che a proporli sia un fisioterapista, perché è lui che ha le competenze per fare il passaggio da ginnastica a riabilitazione.
  • la partecipazione del paziente. I sei punti sono importanti sempre, ma se non è peccato mortale un poco di distrazione per chi sta bene, per chi sta male può portare l’esito di un buon esercizio dall’essere terapeutico al nocivo.

Quanto dura un percorso riabilitativo di Pilates?

Da quanto detto sopra, la risposta è una: per sempre!

Questo non vuol dire che dovrete frequentare a vita lo studio del fisioterapista, ovviamente.
Ma se fatto correttamente, entrerà nella vita di tutti i giorni.

Compresi i principi base e raggiunto un livello di consapevolezza del proprio corpo adeguata, si può trasferire l’idea a qualsiasi altra attività.
Non è un caso se sempre più sportivi associno una preparazione di Pilates alla loro disciplina.
Un paio di esempi?
Già dalla sua nascita il metodo è stato utilizzato nella danza.
E per dimostrare quanto possa essere trasversale, il fondatore, Joseph Pilates, fu uno dei tedeschi costretti a fuggire in America prima della seconda guerra mondiale in quanto si rifiutò di utilizzare il metodo per preparare i soldati del nuovo regime, interessato agli ottimi risultati che permetteva di ottenere.


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