La lesione della cuffia dei rotatori…?

Quando si parla di spalla, ormai non si parla che di lei: la cuffia dei rotatori.

Ma…

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Che centra? Eppure è un primo piano si muscoli della cuffia dei rotatori!

Perché la cuffia dei rotatori?

A me fa male la spalla, non riesco ad alzare il braccio, a prendere la cintura di sicurezza né il portafogli…ed il medico mi liquida con una “lesione della cuffia dei rotatori, faccia della fisioterapia”?
C’è qualche cosa che non quadra, direte voi.

Eppure, molto probabilmente, è così. La cuffia dei rotatori è ciò che fa funzionare bene la spalla.
E se funziona male, è quella alla quale il fisioterapista deve rivolgere le sue attenzioni.

Ma perché?

La spalla ha un compito molto arduo, anzi due:

  • garantire il più ampio movimento possibile
  • essere stabile, in modo da poter far forza sulle braccia

Due compiti quindi che vanno in direzioni diametralmente opposte; cioè che si muove molto è di solito poco stabile, e viceversa.

La soluzione? La precisione del movimento.
Più questo sarà preciso, più la forza si scaricherà correttamente tra mano-polso-gomito-spalla ed il resto del corpo.

Come fare?
Con la cuffia dei rotatori.

Che cos’è la cuffia dei rotatori?

La cuffia dei rotatori, o CDR, non è altro che  un complesso di 4 piccoli muscoli, che partono dalla scapola e si attaccano alla testa dell’omero.
Di più, avvolgono completamente la testa dell’omero, come, appunto, una cuffia.
In questo modo ottengono il massimo controllo sui movimenti della spalla, con un unico obiettivo: la stabilità.

Spieghiamo un poco meglio, con degli esempi pratici.

Per avere la grande capacità di movimento che ha, la spalla, per forza di cose, ha una forma particolare.
Come tutte (quasi) le articolazioni ha due capi:

  • una sede, una base sulla quale si svolge il movimento, che è formata dalla scapola ed ha una superficie poco più grande di una moneta da €2
  • una parte che si muove sulla base, cioè l’omero, che appoggia sulla scapola con la sua testa, e che è un poco più grande di una pallina da golf.
lesione cuffia dei rotatori fisioterapia milano esempio

Non era da €2? …c’è la crisi, che volete

Ora, provate a mettere una pallina da golf su una moneta da due euro.
Vi sembra stabile? Non credo proprio.

Ora guardatevi una spalla, ed immaginateci dentro una pallina da golf appoggiata ad una monetina, e la domanda sorgerà spontanea: “come diavolo fa a non smontarsi ed a farmi sollevare le borse della spesa?”

In due modi:

  • con un sistema passivo, formato dalla capsula articolare, da un complesso sistema di legamenti e dal cercine glenoideo (che aumenta la superficie di appoggio)
  • e con un sistema attivo, cioè la nostra cuffia dei rotatori

Che cosa fa la cuffia dei rotatori?

Per quanto riguarda il sistema passivo, possiamo immaginare i legamenti come delle corde, che si tendono al muoversi della articolazione. Con un movimento, una verrà messa in tensione, e la sua reciproca si allenterà. Ed il problema è proprio quella che si allenta, perché più ampio sarà il movimento, più molle sarà la corda. E dal lato molle ci sarà instabilità.

La cuffia dei rotatori, invece, essendo formata da muscoli, è in grado di allungarsi ed accorciarsi al bisogno, mantenendo una tensione ottimale in ogni posizione della spalla.
È proprio lei quindi a fare il grosso del lavoro, con i legamenti che funzionano come un sistema di sicurezza: bloccano il movimento a fine corsa, in caso la CDR non ce l’abbia fatta.

E se si lesiona?

Se la cuffia dei rotatori dovesse lesionarsi, sono dolori.
Ricordiamo innanzitutto che è formata da quattro muscoli. Se uno non dovesse funzionare a dovere, il 25%, un quarto del sistema verrebbe a mancare. Ed un quarto è tanto.

L’articolazione non rimarrebbe più ben centrata nella sua sede, e con il movimento la famosa pallina da golf tenderebbe a spostarsi sopra l’altrettanta famosa monetina.
Si avrebbe debolezza, in quanto le forze non si scaricherebbero più correttamente dalla mano al tronco.
dolore, che porta un chiaro messaggio: “la pallina sta cascando dalla monetina, non va bene!”

Adesso vi chiederete, “ma la cuffia dei rotatori si lesiona perché la spalla si muove male, o la spalla si muove male perché la cuffia è lesionata?”.
Insomma, è nato prima l’uovo o la gallina?
Domanda interessante, ma fino ad un certo punto, in quanto sapere chi è nato prima non modifica in modo particolare il percorso di riabilitazione, la fisioterapia che si dovrà fare.
In generale possiamo dire che se c’è stato un trauma, la lesione è venuta prima.
Ma di solito quello che accade è che la cuffia dei rotatori inizi a lavorare male, e con il tempo si usuri. Quando l’usura è troppa, compaiono dolore, infiammazione, debolezza, ecc. .

Che cosa posso fare per guarire?

Intervento chirurgico? Dipende. Ce ne sono di due tipi:

  • di pulizia. Se il tendine di uno dei muscoli (solitamente il sovraspinato) è usurato, la sua superficie non sarà più liscia. Non scorrerà bene, e saranno presenti dei residui, tutti elementi che contribuiscono alla formazione di infiammazione, e quindi dolore. Facendo pulizia, si restaurerà una situazione il più normale possibile, rompendo il ciclo infiammatorio.
  • di sutura, o ricostruzione. Se c’è una lesione sufficientemente ampia, si può tentare di ricucire i lembi, in modo da non perdere la funzionalità del muscolo. Se la lesione è completa? Si può provare, l’importante in questo caso è agire subito.

Fisioterapia? Assolutamente.

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Allenamento!

Che l’intervento ci sia stato o meno, la riabilitazione nei problemi di spalla è essenziale. Perché?
Perché stiamo parlando di un sistema attivo. Quindi è importante che sia integro, ma sopratutto che venga usato bene.

La fisioterapia, che in questo caso dovremmo chiamare rieducazione, serve essenzialmente a re-imparare ad usare correttamente la cuffia dei rotatori.
Oltre ai classici trattamenti manuali ed anti-infiammatori, come la tecar, sono importantissimi quindi esercizi e rinforzo, propriocezione e coordinazione.
La CDR è formata da muscoli, e la terapia migliore per loro è una: allenamento. In questo caso, allenamento alla precisione.

Perché insistiamo tanto sulla fisioterapia?

Perché come dicevamo stiamo parlando di usura, che aumenta al peggiorare della precisione di movimento.
Quindi, anche se è stato fatto in intervento che ha di fatto riparato il danno, se non miglioriamo la precisione, questo si riformerà.


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