Infiammazione acuta, cos’è, e come si cura?

infiammazione acuta milano

L’infiammazione acuta, una vera e propria esplosione!

Infiammazione è un termine che sentiamo sempre più spesso: si parla di infiammazione acuta, cronica, di anti-infiammatori ed addirittura di diete anti-infiamatorie.
Si parla così tanto di cosa fare, cosa mangiare, come curare una infiammazione che si è finiti per dar per scontato che tutti sappiano che cosa sia una infiammazione.

Ma è davvero così?

Che cos’è l’infiammazione?

L’infiammazione è uno dei principali processi di guarigione del corpo umano, o meglio, è il primo anello della catena di guarigione.
Se non ci fosse, il corpo non si accorgerebbe del danno, e non attiverebbe i meccanismi di protezione e riparazione dei tessuti: le ferite non si cicatrizzerebbero, le ossa rotte non si rinsalderebbero, ecc. .

Nessuno pensa mai all’infiammazione in termini positivi. Se c’è infiammazione c’è dolore, c’è un problema, e quindi si associa immediatamente ad una esperienza negativa.

La si prende sul personale insomma: tu mi fai male allora non siamo amici.

In realtà non è altro che il nostro corpo che ci segnala di un pericolo o di un danno. E più grandi questi sono, più importante sarà il segnale.

Ma cosa è l’infiammazione?

Possiamo dire che è un processo chimico: per un qualsiasi motivo sono presenti alcune sostanze nel tessuto, ed a queste il corpo risponde attivando dei processi di difesa.
In base al tipo di sostanze che sono presenti, possiamo distinguere tra infiammazione acuta e cronica.

È una distinzione importante, una diagnosi, perché il modo in cui si affrontano è differente.

In questo articolo ci concentreremo sulla prima, lasciando la seconda ad un futuro approfondimento.

Che cos’è una infiammazione acuta?

È la prima risposta del corpo quando “ci si fa male”.

Cosa vuol dire farsi male?

Più o meno tutto quello che può essere nocivo, ed il tutto si può suddividere in cause:

  • meccaniche: una lesione del tessuto, come un taglio, una frattura ossea, la lesione di un tendine
  • fisiche: dovute a cause “fisiche”, ad esempio quando ci scottiamo in spiaggia, o con una pentola calda, ma anche con del ghiaccio
  • chimiche: l’esposizione ad agenti chimici, come ad esempio la candeggina sulla pelle, o mettere i piedi in un cespuglio di ortiche
  • infettive: a causa di un virus, o di un batterio, basti pensare ad una carie, o al raffreddore, dove le mucose nasali sono infiammate
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Lesione meccanica, possibile infezione…questo è farsi male!

Per ognuna di queste cause, la risposta è (più o meno) la stessa.
Vengono rilasciate delle sostanze (istamina, prostaglandina, citochine, serotonina), che attivano dei meccanismi essenziali:

  • regolazione del flusso di sangue: si aprono i piccoli vasi vicino alla lesione, in modo da far affluire le sostanze riparative, e si chiudono i grossi vasi, per evitare emorragie
  • aumento della permeabilità dei piccoli vasi, cioè i vasi permettono alle sostanze ed alle cellule del sistema immunitario di farsi attraversare più facilmente per raggiungere la lesione
  • aumento dell’attività piastrinica. Le piastrine sono i muratori che riparano i danni ai tessuti, chiudono le ferite ed arrestano il sangue che fuoriesce, e grazie all’infiammazione vengono mobilitate all’azione
  • attivazione della risposta immunitaria, in modo da contrastare la possibile presenza di sostanze dannose, come dello sporco o dei batteri in un taglio.

Tutto questo crea i classici segni dell’infiammazione:

  • dolore, sopratutto notturno
  • calore
  • rossore
  • gonfiore
  • impotenza funzionale, cioè non si riesce ad usare la parte lesionata

Come si cura una infiammazione acuta?

Ci sono degli accorgimenti che possiamo utilizzare per prenderci cura di una infiammazione acuta?

Certamente, ed autonomamente possiamo fare almeno tre cose:

  • ghiaccio: abbassando la temperatura si regola l’afflusso di sangue, che si è buona cosa, ma non deve essere eccessivo. Il freddo va a restringere i vasi sanguigni, riducendo il calore ed il gonfiore.
    Mi raccomando non più di 10 minuti per volta. C’è chi lo applica e lo lascia li fino a che non si scioglie: sbagliato!
    Un poco di freddo aiuta, troppo scatena delle reazioni di risposta. Avete presente d’inverno, quando si gelano le mani o i piedi e quasi non li sentite più, ma appena entrate in una stanza calda fanno male? Quello è il sangue, prima bloccato dal freddo e che poi riprende a circolare.
    Ecco, immaginate la stessa cosa su una distorsione di caviglia. La anestetizzate per bene con il freddo, poi appena levate il ghiaccio il sangue irrompe come un fiume in piena, la caviglia si gonfia e fa più male di prima.
    Ovviamente il caldo va evitato. Tenere al caldo una infiammazione acuta non fa altro che aumentare l’afflusso di sangue, aumentando il gonfiore ed il calore.
  • Riposo funzionale: tenere ferma la parte. Perché? Perché se c’è un una lesione bisogna lasciare il tempo alle piastrine di richiuderla.
    Immaginiamo di tagliarci un dito. Se continuassimo ad aprire e chiudere la mano, il sangue continuerebbe ad uscire, e non si formerebbe la “crosta”.
    Inoltre il movimento aumenta il flusso di sangue e la temperatura, che come dicevamo sopra, non va bene.
  • Tenere la parte sollevata: parliamo degli arti ovviamente. Il cuore spinge il sangue verso le estremità, e la gravità verso il basso.
    Se, ad esempio con una distorsione di caviglia, tenessimo il piede sempre basso stando in piedi, entrambe le forze andrebbero a spingere il sangue verso la lesione. E la caviglia si gonfierebbe.
    Tenendola sollevata, invece, si favorisce il ritorno e venoso e linfatico: i liquidi tendono a essere riassorbiti e la caviglia si sgonfia.

Non aspettiamoci recuperi miracolosi, dopotutto l’infiammazione acuta deve seguire il suo corso.

Gli anti-infiammatori? Servono, e funzionano?

Assolutamente si.
L’obiettivo non è spegnere l’infiammazione, ma contenerla a livelli accettabili.

Sono efficaci sopratutto in questa fase, per un discorso chimico.

L’infiammazione acuta è anche detta prostaglandinica, perché, come dicevamo prima, è caratterizzata da una presenza massiccia di prostaglandine.
Queste, tra le altre cose, stimolano i nocicettori, i recettori del dolore, e sono quindi tra le principali cause della presenza di dolore.

Le prostaglandine sono il bersaglio dei FANS, cioè degli antiinfiammatori non steroidei (quelli senza cortisone, per intenderci).
La situazione è ottimale: abbiamo un farmaco che agisce sulle prostaglandine ed una massiccia presenza di queste nei tessuti.
L’efficacia è garantita, e dato che queste sostanze causano la sensazione dolorifica, assumerli ridurrà il sintomo.

Con una infiammazione acuta la fisioterapia che può fare?

Varie cose, abbiamo più strumenti per prenderci cura di una infiammazione acuta.

Innanzitutto movimento.
Ovviamente non possiamo andare a muovere troppo la parte (ricordate il riposo funzionale?), ma un movimento gentile e controllato è importante perché:

  • stimola il movimento dei liquidi, e quindi un loro riassorbimento.
  • l’immobilità completa causa una riduzione della propriocettività, che sarà poi un problema da affrontare. Sempre più spesso infatti vedrete nelle prescrizioni mediche la scritta “ginnastica propriocettiva”.

Altro importante fattore su cui lavorare è favorire la circolazione linfatica. In questo modo si impedisce il ristagno delle sostanze infiammatorie da un lato e si facilita il riassorbimento del gonfiore dall’altro.
Come?

  • Linfodrenaggio. Manuale o con l’assistenza di strumenti elettromedicali, come ad esempio la Tecarterapia®.
  • Bendaggi, con bende elastiche o opportune applicazioni di Taping Kinesiologico.

È possibile inoltre assistere la fase infiammatoria con degli strumenti elettromedicali: oltre la citata Tecarterapia® si possono usare ultrasuoni, tens, laserterapia, ionoforesi o Limfa® Therapy.

La cosa migliore è avere un approccio ampio, utilizzare tutti gli strumenti per consentire al processo di svolgersi e risolversi nei tempi adeguati.
Il problema dell’infiammazione acuta non è l’infiammazione in sé, ma il fatto che se non curata bene può diventare cronica.

Avete altri dubbi, o volete ulteriori chiarimenti? Non esitate a contattarci!

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